Tanto tuonò che piovve. Così, come già preventivato dall’inizio del campionato e come già si era presagito nei mesi scorsi, dopo il maldestro colpo di coda di domenica a Cuneo, si è conclusa con un’esclusione l’avventura del Pro Piacenza nel campionato di Lega Pro.

Ieri, infatti, dopo non essersi presentata per ben tre gare consecutive e per evitare di essere esclusa dal campionato, la squadra emiliana  ha fatto scendere in campo, dopo 45 minuti di ritardo, un gruppo di ragazzini, pare under 17, contro il Cuneo.  Una piccola “armata Brancaleone” che si è ritrovata a fine partita con un 20-0.

Non è tardata ad arrivare, sui canali ufficiali della Lega Pro, la reazione del presidente Ghirelli, fortemente amareggiato per quanto sta succedendo.

“Partiamo da un dato: non ci sarebbe stata questa giornata di vergogna se ci avessero dato ascolto, non doveva essere iscritta la società Pro Piacenza. Non aveva una valida fideiussione. Il caso Matera, il caso Pro Piacenza non ci sarebbero stati se, in sede di iscrizione di campionato, chi governava la Federazione in quel momento avesse fatto rispettare le regole: fideiussione non valida=esclusione dal campionato“, ha dichiarato Ghirelli.

Il presidente ha continuato ricordando la scorrettezza di alcune squadre e biasimando i genitori dei ragazzi che si sono prestati a essere protagonisti degli incresciosi eventi cui si è assistito nelle ultime giornate del campionato di serie C.

Il massimo esponente della Lega Pro ha, infine, concluso:” è una pagina certamente nera, per non trovarsi di nuovo in questa situazione occorre girarla rapidamente e procedere alla riforma: missione di ogni campionato, sostenibilità economica, regole ed applicazione rigida delle stesse. Il tavolo FIGC deve arrivare a concludere questo percorso necessario. La serie C deve fare in modo spietato un’analisi su se stessa. Avremo ancor più credibilità facendo così, non avendo timore di discutere di noi“.

Col COMUNICATO UFFICIALE N. 191/DIV di oggi, è arrivata anche la delibera del giudice sportivo Pasquale Marino, il quale ha sottolineato, oltre alle varie violazioni regolamentari effettuate dal Pro Piacenza, “l’inaccettabile comportamento della medesima società, la quale, mortificando l’essenza stessa della
competizione sportiva, ha costretto sia i soggetti inseriti nella propria distinta che i calciatori della squadra avversaria a disputare una gara “farsesca” dal punto di vista tecnico (nonché pericolosa per l’incolumità fisica di soggetti non adeguatamente preparati dal punto di vista agonistico), abusando dei diritti formali certamente concessi dal regolamento, ma basati su principi di lealtà e correttezza che nella fattispecie sono stati sovvertiti, stravolti e letteralmente calpestati“.

Il giudice sportivo ha deliberato, tra le altre cose, di comminare alla società Pro Piacenza: la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0-3, l’esclusione dal campionato di competenza e un’ammenda di 20.000 €.