Ci sono voluti i calci di rigore per decretare la squadra che ha mantenuto la permanenza in serie B. La Salernitana, più precisa dal dischetto, ha avuto la meglio, dopo che il Venezia aveva chiuso regolamentari e supplementari sul punteggio di 1 a 0 (gol di Modolo al 41′). I lagunari hanno giocato tutta la ripresa e gli extra time in superiorità numerica (espulso Minala) ma non hanno saputo sfruttare l’uomo in più.

Venezia che, dunque, retrocede in C dopo aver staccato la spina, per un periodo della stagione, e aver festeggiato anche la salvezza. La Salernitana, invece, rimane in serie B grazie ad una precisione chirurgica dagli undici metri e ad una partita di sacrificio giocata per lunga parte in inferiorità numerica.

In sala stampa, parole forte del tecnico del Venezia, Serse Cosmi, nerissimo per la retrocessione.
“Oggi siamo riusciti ad andare in vantaggio e ad avere la superiorità numerica. È facile a posteriori dire che avremmo dovuto sfruttarla meglio. Più che i rigori ci ha penalizzato il fatto che la Salernitana giocasse per andarci, un’eventualità che noi abbiamo percepito come penalizzante”
E poi rincara la dose.
“A livello di dramma sportivo abbiamo accontentato tutti. Chi voleva il sangue l’ha avuto, fino a due gare di playout decise ai rigori di metà giugno. Ho il vomito. Ciò che più mi fa male è vedere dei bravi ragazzi singhiozzare nello spogliatoio in un contesto che non meritavamo di vivere. Loro sono stati eroici a resettare tutto e a dare quello che hanno dato in queste due partite: hanno sorpreso anche me. Poi ci sarà qualcuno che se la prenderà con Bentivoglio, Coppolaro, con i gol che abbiamo sbagliato. Ma non meritivamo di giocare questi playout né di perderli”.

Un fiume in piena, in sala stampa, anche il patron della Salernitana, Claudio Lotito.
“Chi ha provato a mandare in C la Salernitana? Tutti. La sofferenza è arrivata perché questa squadra era stata costruita per i playoff, compromessi da un blackout generato da un ambiente ostile che ha minato la serenità attorno alla Salernitana”.
E ancora.
“Questa è una battaglia vinta dalla società, dallo staff, dalla squadra da tutti quanti. Lo dimostra il sacrificio che oggi si è visto sul campo. Si ripartirà con una nuova stagione memori di questa situazione. Mi auguro che chi ha messo in atto queste iniziative la smetta sennò ognuno si regolerà: ‘nemo propheta in patria’. Io ho investito tanto, ma i giocatori della Lazio non ci vogliono più venire in prestito qui perché sentono un clima non favorevole”.
 


 

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