Giornata di ufficialità e nuovi inizia a Napoli. Dopo la vittoria in Champions e la separazione da Carlo Ancelotti, il presidente De Laurentiis ha ufficializzato Gennaro Gattuso. Il nuovo mister si è presentato in conferenza stampa a Castelvolturno.

Che giorni sono stati? “Non facili, sapevo di dover affrontare una discussione e chiarirmi con Carlo. Dovevo dirgli perché avevo scelto. Ho lasciato anche due compagni dello staff, sono stati i passaggi che mi hanno messo in difficoltà. Carlo è stato un papà per me, ho fatto centinaia di partite vincendo con lui. Ci siamo sentiti oggi, sei anni fa ho iniziato questo lavoro ma nei momenti di difficoltà l’ho sempre chiamato. Oggi per l’ennesima volta me lo ha confermato anche se non c’era bisogno. Mi ha confermato che uomo è Ancelotti: si è spogliato, mi ha detto pro e contro di questa squadra, si è dimostrato ancora una volta un grande. Però vi prego: non fate paragoni, ha vinto tutto nel mondo da allenatore. Io sono giovane, ho 41 anni, devo ancora dimostrare tanto. Carlo lo ha dimostrato, spero di fare il 10% di quello che ha fatto lui”.
Cosa può dare Gattuso al Napoli? “Non si deve dire quel che posso dare, io lo so ma la squadra e la società devono aiutarmi. Io devo aiutare loro ma viaggeremo di pari passo. Vedremo come uscire da questo problema che si è creato da due mesi a questa parte”.
Come ricomporre il rapporto col pubblico? “Coi risultati, con le prestazioni, la strada è questa. Vogliamo anche esprimere un buon gioco: anche a tratti quest’anno ha espresso un buon gioco in stagione”.

Che contratto l’ha legata al Napoli? “Mi fate sorridere quando parlate di contratti… Siamo legati ai risultati. Sei mesi, un anno di opzione… Siamo legati ai risultati. Se domenica mi avesse proposto solo sei mesi, sarei venuto uguale. E’ una grande opportunità, i giocatori sembrano fatti col pennello per il mio gioco. Ho i giocatori giusti per fare la tipologia di calcio col mio sistema di gioco”.
Che Napoli ha visto ultimamente? “Si cercano alibi quando le cose non vanno. E’ un problema di noi esseri umani, quando si è in difficoltà si cercano colpe altrove. So che possiamo migliorare dietro, come stare in campo, come palleggiare, possiamo migliorare qui”.
Parla di Europa, parla di Champions? “Questa squadra, vista ora al settimo posto… Crea imbarazzo. Sappiamo che le prestazioni non sono state delle migliori, quando parlo di Europa parlo di Champions League. E’ il mio obiettivo, l’ho persa per un punto la scorsa stagione, abbiamo tutto per arrivarci”.

Che sensazioni le ha dato la squadra? “Buone, ho fatto i complimenti al presidente. Non mi aspettavo un’organizzazione così alta. Tre campi, spogliatoi, non immaginavo di trovarmi tutto questo a livello di strutture, sono rimasto colpito”.
C’è responsabilità maggiore qui che al Milan? “So dove sono venuto, vengo dal mare e ora mi son messo in un mare grande. Devo saperci andare ma rischio di annegare. So che qui c’è più responsabilità. Chi mi conosce sa che non ho paura di niente, io vado. Ho la consapevolezza di aver portato professionalità con chi ho con me a lavorare, lavorerò con gente preparata e penso che adesso si parli la stessa lingua. C’è bisogno di risultati, spero davvero tanto di farli. A 41 anni vengo qui e per me è un motivo d’orgoglio: ho rifiutato tante cose, non mi sentivo pronto per altre cose. Qui c’è tutto per far bene, sarà difficile, so che c’è da lavorare tanto ma non c’è cosa più bella di mettersi a disposizione quando ti piace tutto”.
Punterà su Insigne? “Punto su tutti. Insigne è un patrimonio del Calcio Napoli, devo trasmettere fiducia a tutti. E’ capitano, nato qui, simbolo di questa squadra. Vale per lui e per tutti, ho il dovere di recuperare i giocatori e farli esprimere al massimo”.
Pensa agli ottavi Champions? “Sono a febbraio, ora ho altri problemi… So che è una grande vetrina, eccezionale per il Napoli. Gira e rigira, chi trovi trovi, batti sempre su squadre importanti ma abbiamo tempo per pensarci”.

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