La ripresa del campionato italiano è ancora un rebus, ma maggiori risposte potrebbero giungere nelle prossime ore. Il ministro dello sport Spadafora ha annunciato che è ormai pronta la relazione del CTS in merito al protocollo redatto dalla Federazione relativo alla ripartenza, così come sono in via di definizione le linee guida per gli allenamenti di tutti gli sport e per la riapertura delle strutture sportive. 

Tanti dubbi, però, ancora permangono. E le preoccupazioni arrivano soprattutto dalle squadre, che vorrebbero ricevere delle garanzie ferree dagli organi di competenza federali. Di seguito tutti i nodi da sbrogliare: 

Tamponi: i calciatori delle squadre già tornate in campo per gli allenamenti individuali sono stati sottposti al tampone, ma in alcune zone (Lombardia su tutte) la disponibilità è scarsa. 

Nuove positività: chi risulta positivo viene spedito in quarantena, così come chi è entrato in contatto con lui, rinviando dunque la ripresa della stagione. 

Ritiri: si va verso un periodo di ritiro limitato a due sole settimane, perchè risulta difficile immaginare di tenere isolati per due mesi tutti i membri del club. 

Trasferte: i tragitti da una città all’altra dovranno essere organizzati in totale sicurezza, limitando i contatti col mondo esterno e sterilizzando gli ambienti. Il pullman ufficiale sarà il mezzo più sicuro e in caso di voli charter sarà necessaria la sanificazione del velivolo. 

Partite al Nord Italia: persiste l’idea di giocare su campi neutri nella zona del Centro-Sud, ma per i club rimane una strada difficilmente percorribile. 

Assicurazione: è in fase di studio una soluzione atta a risarcire i danni di eventuali nuovi positivi all’interno della squadra, una specie di assicurazione sui contagi. 

Parere dei calciatori: la maggior parte degli atleti è d’accordo sul ritorno in campo, ma molti di quelli stranieri sono combattuti, perchè attualmente si trovano lontani dalla famiglia.