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Coppa Italia, Fiorentina-Roma 7-1: Fiorentina in semifinale, Di Francesco in bilico

Ha del clamoroso quanto avvenuto all’Artemio Franchi nel quarto di finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Roma. Il più che tennistico 7-1 è un passivo che passerà alla storia negli annali della società giallorossa e fa il paio con quello subito nel 2007 dalla Roma di Spalletti a Manchester contro lo United.

Apre le danze l’attesissimo Federico Chiesa al 7′ su assist dalla sinistra di Mirallas, complice il buco di Manolas. Al 18′ raddoppio della Fiorentina sulla stessa asse, questa volta l’assist di Mirallas è in profondità e Chiesa supera Olsen con un delizioso pallonetto.

Al 28′ dopo la Roma sembra rientrare in partita con un super tiro di Kolarov dalla distanza, ma è solo un’illusione perché una manciata di minuti dopo Muriel concretizza una strepitosa azione di Biraghi sulla sinistra per il 3-1 con cui si chiude il secondo tempo.

Al 66′ Muriel è di nuovo protagonista come assist-man, serve sulla destra l’accorrente Benassi che in diagonale fulmina i giallorossi per la quarta volta. Cade la notte sopra i capitolini, che subiscono l’espulsione di Dzeko per espressioni ingiuriose verso l’arbitro prima del tris personale di Chiesa su cross dalla sinistra di Benassi.

Entra Simeone per Muriel e anche per il Cholito c’è gloria, doppietta in 10 minuti, La prima rete arriva su una precisa verticalizzazione di Gerson, la seconda in contropiede per il 7-1 finale.

 

Queste le parole al termine dell’incontro del tecnico viola Stefano Pioli: “Ci voleva qualità, spirito di sacrificio e compattezza contro un avversario come la Roma. La serata è stata quasi perfetta e sono molto soddisfatto: i ragazzi meritano di andare avanti in questa Coppa Italia. Il passaggio del turno è importante ma ci manca la semifinale per arrivare in fondo. Ora ci concentreremo sul campionato”

Sintetico ma esaustivo Eusebio Di Francesco: “Sono amareggiato, ma non mi dimetto. Sono deluso dalla squadra, basta alibi. Così non va”.

Per la società giallorossa prende la parola il dirigente Monchi: “Forse è il giorno più doloroso per me da ds, mai vissuto una partita così. Un giorno in cui chiedere scusa ai tifosi, a chi era a Firenze e chi era a casa perché immagino come stanno. Posso dire solamente scusa, scusa, scusa. Oggi non è un giorno per fare valutazioni e solo dire scusa. Credo che oggi anche i giocatori hanno bisogno di sostegno. Non è il giorno per andare lontano da loro, ma per essere insieme ai giocatori e allo staff tecnico. Quando si arriva ad una prestazione così, se ne esce solo insieme. Non è il giorno per punire di più, la punizione è arrivata in campo e voi che avete fatto i giocatori sapete di cosa sto parlando”.

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